Spett.le Direttore de "Il Meridiano",
abbiamo letto con interesse l’articolo “Gli amici triestini
di Putin”, apprendendo con piacere che nella nostra città
esistono legami imprenditoriali col mondo russo.
Il movimento Generazione Europa, invece, opera a Trieste da alcuni anni
anche attraverso l’Associazione Culturale Stra de d’Europa
al fine di evidenziare sul piano culturale e geopolitico la comunanza
di vedute e di interessi non solo di Trieste, ma dell’Europa tutta
nei confronti del mondo russo, in particolare nel contesto eurasiatico
di un mondo che si auspica multipolare.
Il contesto odierno appare, invece, dominato dall’unipolarismo americano
impostato sulla teoria geopolitica mackinderiana dell’Heartland,
la regione chiave per il controllo del mondo, la quale oggi grosso modo
coincide con la Russia e attorno alla quale la presenza militare e non
solo degli Stati Uniti si va facendo sempre più avvolgente. D’altro
canto nell’intelligentsia russa vi è sempre stato un confronto
fra slavofili ed occidentalisti (impersonati in tempi recenti nei gruppi
di potere raccoltisi attorno a Putin da una parte e a Eltsin in precedenza
e all’improbabile Kasparov oggi dall’altra): solo in tempi
recenti si sono compiuti significativi passi av anti in senso eurasiatico
da parte di Putin e del suo staff, i quali hanno rinsaldato i tradizionali
buoni rapporti con l’India e si sono avvicinati all’altro
colosso asiatico, quella Cina che è stata per lungo tempo antagonista
di Mosca, vuoi per antichi contrasti, vuoi per l’azione statunitense
avviata dalla diplomazia del ping-pong di nixoniana memoria. A fronte
di questo rinnovato attivismo sullo scacchiere internazionale, Washington
e le sue strutture hanno agito sul mosaico di stati e staterelli sorti
sulle rovine dell’URSS nei primissimi anni Novanta: basi militari
installate ai tempi dell’attacco all’Afghanistan e “rivoluzioni
colorate” sono state gli strumenti dell’infiltrazione atlantista.
Questo clima di assedio ha avuto per bersaglio un Paese che storicamente
ha sempre avuto frontiere incerte ed insicure, facilmente valicabili e
quindi vissuto sempre con la sindrome dell’accerchiamento: non è
da poc o considerare che il Cremino, centro nevralgico del potere, sia
proprio una fortezza. Il popolo russo ha confermato tramite elezioni democratiche
la fiducia in Putin, nel suo partito e nei suoi uomini, capaci di riavviare
sulla rotta del risanamento e dell'orgoglio nazionale un Paese stremato
da privatizzazioni selvagge.D’altro canto noi ci troviamo a vivere
nell'Europa dei banchieri e dei tecnocrati, i quali, senza aver avuto
alcuna legittimazione democratica, impongono agli Stati europei draconiane
misure economiche ispirate al liberismo sfrenato. E' purtroppo anche l'Europa
del precariato assurto a modello lavorativo e del signoraggio delle banche
che gonfia surrettiziamente il debito pubblico degli Stati. Consci che
l'Unione Europea non è l'Europa, bensì l'anti-Europa, lo
stupro dell'Europa, ci vergogniamo dell'UE, con l'intento invece d i lavorare
per un'Europa che abbia finalmente il coraggio di abbattere la tecnocrazia
che la domina e di volgere le spalle ai suoi padroni d'oltreoceano, riscoprendo
quindi le comuni radici culturali e le sinergie economiche che può
avviare con la Russia.
In tal senso abbiamo aderito al Coordinamento Progetto Eurasia (www.cpeurasia.org)
e siamo referenti a Trieste della distribuzione e promozione di “Eurasia.
Rivista di Studi geopolitici” (www.eurasia-rivista.org), disponibile
presso la Libreria Nero su Bianco di Via Oriani, 4. Scopo nostro e di
questa rivista di studi geopolitici è quello di promuovere, stimolare
e diffondere la ricerca e la scienza geopolitica nell’ambito della
comunità scientifica nazionale ed internazionale, nonché
di sensibilizzare sulle tematiche eurasiatiche il mondo politico, intellettuale,
militare, economico e dell’informazione. La prospettiva di “Eurasia”
non corri sponde solo a quella delle relazioni internazionali in senso
stretto, ma è anche quella, più fondamentale, che concerne
l’influenza esercitata sulle “rappresentazioni” geopolitiche
passate e attuali, nonché sugli scenari futuri, dai rapporti culturali
e spirituali tra i popoli che abitano la massa continentale eurasiatica.
Infatti, pur non rappresentando nessun particolare indirizzo accademico,
né adottando alcuno specifico e preferenziale approccio metodologico
per l’indagine e l’interpretazione degli avvenimenti geopolitici,
la rivista “Eurasia” ha l’ambizione di porre all’attenzione
degli addetti ai lavori l’importanza della riscoperta dell’unità
spirituale dell’Eurasia, così come essa da sempre si esprime
nelle molteplici e variegate forme culturali. Il riconoscimento di tale
realtà costituisce, infatti, un fattore innovativo e decisivo per
l’avanza mento della scienza geopolitica del XXI secolo, in alternativa
alle pilotate, restrittive, “ideologiche”, e dunque a-scientifiche,
teorie dello “scontro di civiltà” o del “melting-pot”,
che tanta confusione e danno hanno ingenerato sia nell’ambito dell’indagine
scientifica sia in quello delle applicazioni pratiche.
È per tali motivi che nella rivista saranno presenti, oltre alle
analisi geopolitiche, alla critica delle dottrine dominanti e all’illustrazione
di ipotetici futuri scenari, anche articoli, saggi e studi riportanti
riflessioni, risultati e metodologie acquisite nei diversi campi della
etnografia, della storia delle religioni, della psicologia dei popoli
e delle identità collettive, della morfologia della storia, della
sociologia, dell’economia, della scienza politica, della scienza
delle comunicazioni e delle scienze esatte, declinati, però, nell’oggettivo
e vincolante quad ro della geopolitica. Saranno altresì proposti
studi ed analisi concernenti la geoeconomia, quale nuova scienza autonoma
dalla geopolitica, e la geofinanza, al fine di identificare le metodologie
che animano le strategie economiche e finanziarie su scala planetaria
(sia delle nazioni dominanti che dei grandi potentati economici) e le
opportunità che ne possono scaturire per le nazioni più
deboli; né saranno trascurati studi e riflessioni riguardanti il
delicato tema della sicurezza interpretato secondo i criteri della geostrategia.Ringraziando
anticipatamente per lo spazio che vorrete dedicarci, si coglie l’occasione
per porgere distinti saluti,
| Lorenzo Salimbeni Responsabile Generazione Europa generazioneeuropa@email.it |
Marco Bagozzi Presidente Strade d’Europa stradedeuropa@hotmail.it |
www.generazioneeuropa.it - 338.9024102