«Centinaia di grandi opere realizzate, linee della metropolitana, ferrovie,
ponti sui grandi fiumi, centrali elettriche, la capillare diffusione del gas
nelle case, valgono meno, per il quotidiano la Repubblica, di un cantiere che
allunga il cammino verso un Hotel a cinque stelle. E’ importante soffermarsi
sui media mainstream perché questi hanno capito l’importanza e
la validità dell’Alternativa bolivariana e lavorano ad evitare
che l’infezione si diffonda.» . Uno studio serio sulla “rivoluzione
bolivariana” di Hugo Chavez, non può non prescindere dall’analisi
delle cosiddette misiones, dei veri e propri programmi di investimento sociale
nei confronti di tutta la popolazione Venezuelana. Dopo aver conquistato la
sovranità energetica, in particolare del petrolio (il Venezuela è
il più importante produttore di petrolio sudamericano, con 2,8 milioni
di barili al giorno), Chavez ha deciso di sostenere con il ricavato queste iniziative
di welfare, considerate anche dai più aspri critici del presidente “il
più grande successo” della politica del Caudillo.
Sembra di rivedere in questa opera di smarcamento dai dettami liberal-capitalistici
e del Fondo Monetario Internazionale, le parole con cui Carlo Terraciano descriveva
la Liberazione Sociale nella sua opera “La dottrina delle Tre Liberazioni”:
«La Liberazione sociale si concretizza nell’esaudimento da parte
della Comunità delle necessità primarie, dei servizi essenziali
per una vita civile degna di questo nome: cibo, salute, istruzione, casa, sicurezza,
dignità, giusta collocazione di ciascuno nella funzione che più
gli compete, una dignitosa vecchiaia assistita fino ad un sereno trapasso»
.
Prima di analizzare tutte le misiones, create dal governo bolivariano, qualche
parola spetta alla prima iniziativa, che non può essere definita una
vera e propria missione come poi verranno definite: il Plan Bolivar 2000. Il
Plan, inaugurato da Chavez nel febbraio del 1999, è durato fino a tutto
il 2001. Si tratta della messa in pratica della teorizzazione della Union Civil-Militar,
una delle pietre miliari della politica bolivariana, cioè il rapporto
amichevole e strategico tra la popolazione civile e l’esercito. Durante
il Plan, l’esercito venne mandato nei quartieri più poveri e nelle
zone emarginate della nazione «con il compito di riparare migliaia di
case, scuole, ospedali, raccogliere l’immondizia, risistemare le strade»
oltre che assistenza sanitaria ed alimentare. Si definisce in questo modo, il
ruolo dell’esercito, che diventa quindi di “collante” della
comunità nazionale, nei periodi di pace, fermo restando il ruolo di difesa
del territorio nazionale.
Le vere e proprie misiones sono programmi, che per mantenere una maggior elasticità
e agilità, si appoggiano su organizzazioni ed associazioni sociali, che
per la loro presenza nel territorio, possono ottenere il massimo risultato con
uno sforzo minimo e senza sprechi da parte dello stato centrale. Le misiones
sono finanziate in gran parte dalla Pdvsa, cioè l’industria petrolifera
statale, anche se in futuro è già stato pianificato, un suo minor
coinvolgimento, pur mantenendo un alto livello nelle prestazioni assistenziali.
I risultati delle misiones e dei piani di assistenza sociale del governo chavista
hanno dato importanti risultati, soprattutto considerando che anche a detta
del Presidente, sono appena alla prima fase: nel 1999 il 43,9% delle famiglie
viveva sotto la soglia di povertà, nel 2006 sono il 33,9%, mentre le
famiglie in stato di povertà estrema sono passate dal 17,1% del 1999
al 10,6% di oggi. Il tutto considerando il Colpo di Stato del 2002 e gli scioperi
delle classi più abbienti, che hanno creato imponenti danni alla produzione
nazionale.
Misión Barrio Adentro:
letteralmente “dentro al rione” intendendo, naturalmente, le periferie
più povere del Venezuela. È sottoposta all’autorità
del Ministero della Sanità e dello Sviluppo Sociale. L’obiettivo
è «garantire l’accesso ai servizi sanitari per la parte di
popolazione esclusa,[…] istituire un modello di gestione partecipativa,
[…] rafforzare la rete ambulatoriale, […]educazione e formazione,
[…] creazione di consultori e cliniche popolari, […] collocazione
di medici all’interno della comunità» . Era doveroso per
un governo patriottico ricostruire il servizio sanitario, dopo i disastri neoliberisti
dei governi prechavisti. Chavez ha messo fine alla privatizzazione del settore
sanitario e in linea con l’art.83 della Costituzione («l’assistenza
sanitaria è un diritto fondamentale, che lo Stato è tenuto a garantire
in quanto parte del diritto alla vita»), il governo ha disposto la costruzione
di ambulatori e cliniche pubbliche, nelle quali lavorano, anche, numerosi medici
cubani, arrivati in Venezuela in seguito ad un accordo con il governo de L’Havana.
La mision ha scatenato le proteste dei medici venezuelani, che mossi da interessi
individualistici, protestarono perché i medici cubani distribuivano gratuitamente
medicinali. Nel settembre del 2005 erano già stati costruiti nel paese
oltre 8500 Consultorios Populares o Casas de la Salud y la Vida, e altri 4000
sono già stati pianificati. I medici che lavorano nella missione sono
quasi 20000 di cui solo 2500 venezuelani. Intenzione del governo è quella
di sostituire tutti i medici cubani con medici “autoctoni” cresciuti
nelle nuove Università venezuelane.
Nel 2005 è iniziato la misión Barrio Adentro II, che, a differenza
della Barrio Adentro I, che offriva solo assistenza primaria, aveva l’obiettivo
di offrire tutta una serie di esami clinici, di terapie di riabilitazione e
di un’assistenza medica intensiva.
Nell’agosto 2005, Chavez ha annunciato l’inizio della misión
Barrio Adentro III, che mira alla costruzione di cliniche di altissimo livello,
dotati di tecnologia all’avanguardia.
Nell’ambito della misión Barrio Adentro, rientrano anche numerosi
trasporti, naturalmente gratuiti, di malati gravi a Cuba.
Nel settembre 2005, in seguito ad un accordo con Cuba, la missione è
stata allargata a tutta l’America Latina e Caraibica.
Misión Milagro:
legata alla misión Barrio Adentro. E’ stata istituita per permettere
le cure oculistiche ai cittadini che hanno perso la vista. Le cure si svolgono
negli ospedali cubani. Fino al novembre 2005, sono quasi 133209 i venezuelani
che sono stati sottoposti a queste operazioni.
La misión si sta sviluppando in altri 24 paesi del SudAmerica.
Misión Robinson:
Lanciata nel Luglio del 2003, dipende dal Ministero dell’Educazione, l’obiettivo
è quello di “liberare” i cittadini dall’ignoranza e
dall’analfabetizzazione. Pur essendo il Venezuela uno dei paesi con più
alto grado di alfabetizzazione, la percentuale di chi non sapeva né leggere
né scrivere, era un blocco all’avanzamento e allo sviluppo industriale,
economico e sociale del paese. I governi precedenti lasciarono molto spazio
alle scuole private, elitarie e di chiara impostazione “nordamericana”.
Nel 2005 l’UNESCO ha definito il Venezuela “territorio libero da
analfabetizzazione”. E’ questo un importante successo della missione.
Quasi 1 milione e mezzo di venezuelani, di cui oltre la metà donne, ha
imparato a leggere e a scrivere.
Il seguito, la Misión Robinson II, permette alla popolazione adulta di
conseguire la licenza elementare in soli due anni, visto che in Venezuela la
scuola elementare dura 6 anni.
Strettamente legata alla Misión Robinson II è anche la Misión
Ribas (del novembre 2003), che permette agli adulti di conseguire un diploma
di licenza superiore. In questo modo viene offerta a tutti la possibilità
di ottenere un’istruzione di medio livello, che possa dare maggior impulso
alla possibilità di accedere all’Università.
«Due livelli comprendono questo programma educativo: il livello Basico,
che comprende tre anni di liceo, dal settimo al nono grado; e il livello Medio
diversificato, che abbraccia il quarto e il quinto anno di Liceo.»
Sono più di 700000 i venezuelani che hanno conseguito il diploma con
la Mision Ribas.
«La Misión Robison si basa sul metodo “Yo Si Puedo”:
creato dall'insegnante cubana Leonela Relys è un metodo che va dalla
cosa conosciuta, i numeri, verso la cosa ignorata, le lettere, e basato sull'esperienza.
È un metodo integratore che ha tre tappe: addestramento, insegnamento
di lettura-scrittura e consolidamento. Il supporto essenziale dell'insegnamento
della lettura-scrittura è il mezzo audiovisivo che si accompagna col
manuale. Il manuale segue la rotta di tre logotipi: sentire-occhio (ascoltare
vedere) sentire-libro (ascoltare leggere) sentire-matita (ascoltare scrivere).»
«La “Misión Robinson 2”si appoggia al metodo “Yo
Si Puedo Seguir”, il quale utilizza la televisione, VHS, la “video
clase” ed opuscoli di appoggio come strategia educativa, coordinati da
un insegnante che accompagna il processo fino a 15 partecipanti per ambiente.»
Questa missione è stata anche un importante banco di prova per il rapporto
tra forze armate e popolo, visto che numerosi militari sono stati inviati fra
le popolazioni civili, per la loro istruzione.
Misión Sucre:
Lanciata nel 2003, permette a coloro che non ne hanno la possibilità
di accedere agli studi universitari. È l’ovvio seguito della Misión
Ribas: «Come possiamo diplomare 300000 venezuelani nella Misión
Ribas, se poi non troveranno posto nelle Università?», disse Chavez
nel febbraio 2005 .
Grazie a questa missione sono oltre 255000 i venezuelani che sono potuti accedere
all’Università. La missione si regge sull’appoggio dell’Università
Bolivariana del Venezuela. Prima di iniziare gli studi, gli studenti devono
essere sottoposti ad un piano di “introduzione universitaria”. Obiettivo
della missione è creare «professionisti critici […] che salvino
la nostra identità nazionale con un vero patriottismo, inserito in un
concetto geopolitica di integrazione dei paesi latinoamericani e caraibici,
per potersi opporre, con una posizione di unità, al progetto colonizzatore
della globalizzazione» .
Nell’ambito della missione è stato siglato un accordo con Cuba,
per la formazione di 200000 medici, proveniente da tutto il continente. Richieste
di partecipare giungono da tutto il continente.
«Attualmente, la Misión Sucre da un “salto avanti”
nella educazione superiore con 84400 borse di studio assegnate, ventisei Programas
de Formacion con 149726 iscritti e134886 iscritti nel Programma de Iniciacion
Universitaria (PIU).»
Si può notare, in particolare in questa missione, come la “liberazione
sociale” faccia seguito alla “liberazione nazionale”, attraverso
la formazione di veri patrioti.
Misión Habitat:
Il programma prevede, in linea con l’art.82 della Costituzione Bolivariana,
di offrire, entro il 2011, una casa dignitosa a tutti venezuelani.
La missione è stata avviata il 3 settembre 2005.
«La Misión Habitat non rappresenta solo un miglioramento qualitativo,
ma dispone anche di una visione integrale della questione della casa»
, anche dell’area dove verranno costruite le abitazioni e della e della
dotazione, nei centri abitati, di luoghi adibiti all’assistenza sanitaria.
Legati alla missione sono il Progetto Suvi (che permette agli inquilini di scegliere
come destinare gli spazi dell’abitazione in costruzione), il Fondo di
Risparmio Obbligatorio (ogni lavoratore deve versare l’1% nel fondo, mentre
i datori il 2%, serve a concedere crediti per la costruzione di unità
abitative, a basso interesse), il Plan de Emergencia (per la costruzione rapida
di case per i sfollati vittime di catastrofi naturali), il Programma VII (che
permette di acquistare case per gli abitanti di terreni potenzialmente pericolosi).
Misión Madres del Barrio:
Lanciata nel marzo 2006. E’ programmata per favorire le giovani madri
sole grazie a sussidi e a corsi specializzati per imparare un lavoro. Con più
di 250 milioni di dollari investiti, la missione ha raggiunto l’obiettivo
di aiutare 238000 madri. Le donne che beneficiano della missione hanno un sussidio
pari all’80% dello stipendio minimo nazionale.
Misión Vulvan Caras:
E’ il programma destinato ai giovani che hanno la volontà di imparare
un lavoro, venendo stimolati ad unirsi in cooperative (istituzioni fondamentali
nel piano di democrazia partecipativa dell’ideologia chavista) o dando
vita ai “Nuclei di Sviluppo Endogeno” (che secondo Chavez diverranno
“Nuclei militari di resistenza all’imperialismo”), gruppi
organizzati nella produzione di beni e servizi utili. All’inizio del 2005
la missione aveva stabilito, forse un po’ irrealisticamente, di voler
abbassare il livello di disoccupazione al 5%.
Misión Mercal:
La missione si pone l’obiettivo di distribuire generi alimentari, mantenendo
alta la qualità, ma abbassando radicalmente i prezzi, rispetto alla distribuzione
“di mercato”
Lanciata ufficialmente il 24 aprile 2003. Sono più di 11 milioni i venezuelani
che godono quotidianamente del Mercatos de Alimentos(MercAl). Ogni quindi giorni
in numerose città si organizzano i Megamercals, nei quali vengono venduti
i beni distribuiti dal governo.
E’ una delle missioni che riscuote maggior successo popolare, anche perchè
è quella a maggior “contatto con il pubblico”. Negli oltre
14200 punti vendita vengono venduti 6000 tonnellate i prodotti alimentari (il
20% di tutto il paese). I prezzi sono inferiori di quasi il 40% rispetto alla
distribuzione normale. I prezzi così bassi sono dovuti all’assenza
di venditori intermediari.
Tra gli obiettivi futuri della missione c’è anche quello di creare
tre grandi centrali del latte fornite di impianto di refrigerazione.
La missione, finanziando numerose ricerche scientifiche, mira all’autosufficienza
alimentare.
Misión Identidad:
Serve per consentire ai venezuelani e agli stranieri di ottenere un documento
di identità e di registrarsi ai registri civili. Più di 13 milioni
di persone hanno goduto di questo progetto, dei quali oltre 600000 non sono
mai stati registrati, e sono diventati in questo modo soggetti giuridici.
Misión Miranda:
Prevede la creazione di una riserva militare composta da civili, che fino a
questo momento non esisteva. La misión è indirizzata a tutti gli
ex militari, oggi disoccupati, che riceveranno uno stipendi minimo, un formazione
professionale e la possibilità di richiedere un piccolo credito per la
costituzione di una cooperativa.
Fortemente criticata dall’opposizione, che sosteneva che Chavez volesse
crearsi un esercito personale, è stata difesa a spada tratta dal Presidente
in più occasioni. Il Presidente sostiene che la riserva è una
fondamentale istituzione per la difesa della Rivoluzione Bolivarista e delle
conquiste sociali ed economiche del popolo venezuelano, dalle intromissioni
esterne.
Misión Cultura:
Attraverso questa missione viene raccolto tutto il sapere, la cultura e le pratiche
“popolari”. Serve anche ad un’opera di divulgazione.
Misión Negra Hipólita:
partita a gennaio 2006, il suo scopo è quello di offrire supporto e assistenza
a tutti bambini e i giovani che vivono per strada, agli anziani soli e agli
indigeni bisognosi. È indirizzata a combattere l’emarginazione
dei settori più deboli della società venezuelana.
Misión Zamora:
questa missione organizza la riforma agraria, del 2005. Secondo la riforma della
legge agraria, le terre incolte e i latifondi di espropriati vengono ridistribuiti
in forma cooperativa e comunitaria ai contadini senza terra.
Misión Guaicaipiro:
Lanciata nell’ottobre 2003, serve a consolidare i diritti delle comunità
indigene e delle loro terre, per difenderle dalla speculazione finanziaria della
cultura liberale.
Misión Energia:
Lanciata nel novembre 2006, è una campagna per ridurre l’utilizzo
delle lampadine incandescenti per sostituirle con le lampadine florescenti,
più efficienti con minor spreco di energia.
Misión Mision Vuelta al Campos:
Lanciata nel 2005, è una campagna che incoraggia i disoccupati che vivono
nelle città, ad andare a vivere e lavorare nelle campagne.
Misión Arbol:
Lanciata nel giugno 2006 è un programma per la riforestazione. Attraverso
l’aiuto delle popolazioni locali, la missione si pone l’obiettivo
di piantare 100.000 alberi in 5 anni, oltre che favorire e promuovere la coltivazione
di prodotti come caffè e cacao.
Misión Ciencia:
Lanciata nel febbraio 2006, si pone come obiettivo l’istruzione di 400.000
studenti all’informatica, per, in seguito, dotare di tutte le università
di laboratori di informatica e di esperti.
Misión Abuelo:
Indirizzata ai pensionati.
Misión Florentino:
Forse, paradossalmente, la più importante. È stata istituita nel
giugno del 2004 e serviva a coordinare la campagna elettorale per il “no”
al referendum per la destituzione del Presidente Chavez.