Israele – Hezbollah, una guerra senza frontiere

Come previsto, Israele ha voluto vendicare la sua umiliazione in Libano avvenuta per mano di Hezbollah durante L’ultima guerra dell’estate 2006, ma, nessuno avrebbe potuto prevedere che tale vendetta potesse avvenire fuori dai confini libanesi.

È stato assassinato Imad Mughniye, capo militareepersonalità di spicco degli Hezbollah, l’uomo più ricercato del pianeta da CIA e MOSSAD sin dall’83.

“Al haj Radwan” come amava essere chiamato, “il lupo” o “il fantasma” come lo chiamavano i servizi segreti di mezzo mondo, con la sua morte avvenuta a Damasco, ha cambiato le regole del gioco in Medio Oriente.

Èla prima volta che Israele colpisce i capi di Hezbollah al di fuori del territorio libanese, è anche la prima volta che Israele non si assume la responsabilità diretta; tutto ciònon è un caso, perché gli israeliani conoscono la gravità dell’operazione compiuta. indipendentemente dalla posizione del governo israeliano, gli Hezbollah hanno già fatto la loro scelta, comunicata al mondo intero daNasrallah, il segretario generale del partito, durante il funerale di Mughniye e davanti a decine di migliaia di suoi sostenitori, , questi ha inoltre dichiarato guerra aperta a Israele, una guerra mai vista prima in cui ogni regola sarà infranta.

Il campo di battaglia adesso non è più il Sud del Libano e il Nord d’Israele, nemmeno Beirut o Haifa, ma è il mondo intero; a partire dai prossimi giorni,e per lungo tempo, assisteremo ad attentati di grandi dimensioni, non sappiamo quando o dove, ma sappiamo che Roma, Parigi, Londra, Washington ed ogni città del mondo, piccolao grande, potrà essere teatro di queste rappresaglie.

Gli anni Sessanta e Settanta si ripresentano ma, a differenza di prima, il nemico di Israele è ben più pericoloso, ben più addestrato e soprattutto invisibile.

Mughniye era senza dubbio un uomo di spicco, il capo che ogni esercito vorrebbe, a lui va gran parte del merito della vittoria Nell’ultima guerra, dove gli hezbollah hanno inflitto a israele la prima sconfitta strategica, e come ogni grande capo ha lasciato un erede, comeha confermato Nasrallah durante il funerale, aggiungendo di averedecine di migliaia di combattenti simili a Mughniye.

Le uccisioni dei capi non danno sempre il risultato sperato, basta tornare un po’ indietro negli anni e precisamente al 1992, quando Israele ha assassinato Abbas al Mussawi, l’ex segretario generale degli Hezbollah, credendo che, con la sua uccisione, potessE scuotere l’organizzazione, ma è sotto gli occhi di tutti il risultato che hanno ottenuto dopo l’avvento al potere di Nasrallah.

La morte di “al haj Radwan” è un premio che egli stesso aspettava da anni, anche se sperava di riceverlo in campo di battaglia,. ciò non toglie niente al fatto che gli israeliani hanno guadagnato punti contro gli Hezbollah, ecco perché la risposta sarà altrettanto forte. Nasrallah sa che rimpiazzare una persona come Mughniye non è impossibile, ci sono tanti comandanti cresciuti insieme a lui pronti ad assumere il comando; attualmente il vero problema che sta affrontando Nasrallah è la gestione dimigliaia di combattenti pronti a fare qualsiasi cosa per vendicare la morte del loro capo.

credere che gli Hezbollah si siano indeboliti con la morte di Mughniye è un’illusione, chi conosce bene l’organizzazione sa che essa non è basata su una singola persona,bisogna SENTIRE bene l’aria che si respira oggi a Beirut per capire da che parte sta tirando il vento: l’uccisione di una qualsiasi persona, sia capo o sostenitore, in un’ organizzazione come quella del partito di Dio “Hezbollah” non può che incrementare la sua forza in tutti i campi.

Il mondo dopo il 14 febbraio 2008 non sarà più lo stesso, è questo che voleva sottolineare Nasrallah, e chiconosce questo uomo sa che sarà proprio così.