Il piccolo principe del Friuli Venezia Giulia
(Se il sud piange, il nord-est non ride)
Qui non ci sono i cumuli di immondizia che invadono le strade, con quel fetore che non ti consente di aprire le finestre in una costante situazione di emergenza, e tutto è apparentemente pulito dintorno…ci sono addirittura fabbriche che ancora funzionano e producono, tanti bei ipermercati sparsi sul territorio e puoi sperare, se hai una piccola attività commerciale, un negozio, una gelateria, di non trovarti mai davanti un brutto ceffo che ti chiede il pizzo.
Eppure, se qui non si conosce una disoccupazione al venti per cento e la criminalità organizzata sembra avere molta meno cittadinanza che altrove, anche noi friulani e giuliani scontiamo un problema serio, che non possiamo più permetterci di sottovalutare, e questo problema ha un nome e un cognome: Riccardo Illy, il piccolo principe generato da una stirpe di industriali del caffè, un ometto insignificante, dalla voce stridula, che le elezioni amministrative del 2003 hanno trasformato in S.A.R. (Sua Altezza Regionale) Il Governatore della Regione Autonoma FVG…
La sua storia politica è iniziata ben prima di quel fatidico anno, nonno Francesco e papà Ernesto avendo ben compreso che il nostro non era tagliato per succedergli alla guida dell’azienda di famiglia – per la quale sembrò più adatto il fratello minore Andrea – e avendo deciso, così, di scaricarlo a noi malcapitati, facendogli intraprendere la carriera di politico, convinti che il connubio soldi e potere avrebbero garantito un luminoso futuro anche a quel “brutto anatroccolo”, senza spiccate qualità e con qualche vizio privato di troppo.
Se non altro, la discesa nell’agone politico gli avrebbe impedito di arrecare danni al patrimonio della famiglia Illy – ma, anzi, avrebbe potuto creare qualche occasione favorevole per accrescerlo – e l’impegno incessante per il bene comune avrebbe sicuramente mitigato certe inclinazioni del giovane Riccardo…
Il nostro avrebbe potuto fare ottime conoscenze, allacciare amicizie con uomini importanti, nei salotti che contano, quali, ad esempio, JörgHaider, lo xenofobo leader carinziano, o il corpulento Galan, seigneur incontrastato della regione Veneto, cioè di quel gigante economico del nord-est che sottrae materiale rotabile e manutenzione ai già scassati trasporti ferroviari locali, penalizzando i pendolari, e marginalizza l’unico e il solo aeroporto del FVG, in quel di Ronchi dei Legionari.
Di più: con i buoni uffici e la rete di relazioni del pargolo diventato leader politico, l'Illy-caffé avrebbe potuto diffondere ovunque l’inconfondibile gusto di un’unica miscela composta di nove tipi di pura Arabica – naturalmente guadagnandoci sopra – differenziare la produzione e magari stabilire accordi con giganti del calibro della Coca-Cola.
Ebbene, questo bel sogno si è puntualmente concretizzato.
Il guaio è che i danni, da quasi un quinquennio, li stiamo subendo noi cittadini di questo sperduto angolo dell’Italia, tanto che da molti, moltissimi fra noi, della più varia origine sociale e politica, l’election day del 13-14 aprile è atteso come un’autentica liberazione: la liberazione dal giogo di nepotismi, di sprechi inqualificabili, di debiti crescenti, di assurdità burocratiche e di inefficienze sotto il quale ci ha messi quel piccolo ma maligno principe.
Le risorse per i “consumi di prestigio” della fitta rete di suoi protetti sono, naturalmente, quelle pubbliche, cui tutti noi contribuiamo, con imposte e tasse locali e nazionali.
In questi ultimi giorni qualcuno, a partire da ambienti regionali, ha diffuso in rete un interessante file con estensione pps in cui, valendosi di trentadue slide, descrive sinteticamente alcune malefatte di S.A.R. Il Governatore Illy e della sua variegata claque di potere, dai cittadini per il presidente, la lista personale che funge da mero “comitato elettorale” senza alcuna idealità, passando per il neonato Pd ed arrivando fino alla condiscendente rifondazione comunista.
Voglio rendere noto a tutti, purtroppo non integralmente per ragioni di spazio, il contenuto di tali slide e completare il quadro con qualche altra malefatta, che ha contrassegnato l’era del Governatore in questa piccola regione d’Italia.
Entriamo, dunque, nei territori del più autentico malcostume politico e amministrativo.
Le prime slide dell’anonimo pps diffuso via mail riguardano “gli amici di Illy” e ne riassumono i lauti compensi, nonché le modalità di assunzione e il ruolo nella commedia:
Seguono ancora molti nomi e casi di malcostume, nelle slide del pps “pirata”, ma possiamo fermarci qui e passare ad altri argomenti in queste trattati, avendo ben compreso che, in quanto a nepotismo, clientelismo e inutili consulenze agli amici, nonché il prevalere di interessi particolaristici nella gestione della cosa pubblica, Riccardo Illy gliel’ha messa tutta per cercare di non sfigurare, dinanzi ai vari Bassolino e Mastella: molti, troppi milioni di euro tolti dalle tasche dei cittadini e mandati letteralmente in fumo.
Le esigenze di comunicazione sono molto sentite dal nostro, infatti:
In questi 5 anni di governo Illy ha speso denaro pubblico in modo scriteriato, a cominciare da quello dedicato alla sua “comunicazione”: 5.000.000 di euro solo quest’ultimo anno per la web tv, e per distribuire alle TV private i suoi interventi e le sue apparizioni in regione, sempre accompagnato da almeno 6 tra giornalisti ed operatori felici, fino ad un certo punto, perché ricevono compensi per trasferta e straordinari.
L’amministrazione regionale ha un ufficio stampa che costa in media 3 milioni di euro l’anno.
Il presidente Illy si fa seguire nelle sue trasferte (anche domenicali) da uno stuolo di giornalisti e video-operatori. Ad esempio in occasione della “corsa degli asini a Fagagna”, tra giornalisti e tecnici video, c’erano 6 persone, con costi enormi. [Nessuna differenza con Mastella, che andava a vedersi la Ferrari assieme al figlio, spesato di tutto, a bordo di un elicottero militare del 31° stormo]
Di più:
Nel primo semestre del 2006 la Giunta Illy affida una consulenza per 239.400 euro allo”Studio Ambrosetti” che organizza ogni anno a Cernobbio il famoso “Forum” dove il mondo istituzionale, politico e imprenditoriale del nostro Paese si confronta. Guarda caso nel settembre 2006 e 2007 il Presidente Illy è uno dei relatori, unico presidente di Regione. dove parla e insegna agli attenti Prodi, Rutelli, Fassinoe altri, seduti in prima fila…
Hanno dunque ragione da vendere coloro che affermano che la vera forza del principino e della sua corte risiede nella “comunicazione”, nella propaganda menzognera fatta con denaro pubblico, essendo la presente giunta regionale, negli esiti amministrativi concreti, probabilmente la peggiore e la più immorale dall’ormai lontano 24 di giugno del 1964, cioè da quando si è insediato il primo presidente della Regione FVG, il democristiano Alfredo Berzanti.
Molto discutibili anche gli interventi che riguardano la sanità pubblica regionale, per cifre da capogiro:
Creazione del “fondo immobiliare della sanità” a cui sono stati conferiti tutti gli immobili delle Aziende Ospedaliere e Territoriali della regione. L’operazione consente di togliere 1.200 milioni di euro dal patto di stabilità, mettendo gli ospedali in affitto con un costo per questi ultimi di 90 milioni di euro annui che saranno introitati dalla società di gestione primaria individuata in “Friulia”, creando un meccanismo a scatole cinesi che allenterà il controllo della Regione, rendendo costoso e precario il governo e la programmazione della sanità.
Facile intuire gli effetti negativi di quanto precede in relazione alla salute dei cittadini e alle cure prestate ai poveri mutuati.
Per quanto riguarda la progressione dei livelli di indebitamento del FVG negli anni di governo Illy, riporto pari pari dal solito file:
Se si tiene conto che già negli ultimi anni si è ricorso a tutte le possibili strade finanziarie, dall’allungamento del debito in senso temporale, per non evidenziare l’impennata da un anno all’altro, al ricorso alla finanza derivata, allora si comprende che la situazione è effettivamente grave. Basti ricordare che ormai, al 31.12.2006, l’indebitamento pro capite ha raggiunto la quota ragguardevole di 1,329,77 euro per ogni abitante del Friuli Venezia Giulia.
L’indebitamento regionale è quasi raddoppiato, passando dagli 862,6 milioni di euro del 31.12.2003 ai 1.617 del 31.12.2006.
Tutto vero, naturalmente, se si bada non tanto alle chiacchiere dell’assessore alle finanze Michela Del Piero, ma ai rilievi e alla puntuale rendicontazione della Corte dei Conti, la quale rileva che nonostante il forte incremento delle entrate tributarie (+9.09% rispetto al 2005 e + 17.42% rispetto al 2004) il trend dell’indebitamento è risultato comunque in salita, fino alla predetta soglia raggiunta nel 2006, considerata al netto degli oneri di competenza dell’amministrazione centrale.
Quanto precede è il più chiaro e preoccupante effetto tradotto in cifre della mala amministrazione, nepotista e clientelare, di S.A.R. Il Governatore Riccardo Illy e della sua variopinta giunta.
Ci sono purtroppo altre cose da dire che il file, benché utilissimo, non riporta, quale il delicato discorso relativo alla TAV e al Corridoio numero 5.
Ad esempio, volendo essere un po’ critici: perché non è stato dato il dovuto risalto al fatto che tale progetto, legato alla TAV, per il tratto in provincia di Trieste è stato respinto nella valutazione dell’impatto ambientale a Roma? Perché si è voluto, con determinazione sospetta, confermare la legge obiettivo per il tratto di strada triestino, nella scellerata previsione di “bucare” la friabile pietra del Carso? Forse perché la legge obiettivo consente di affidare i lavori a chi meglio si crede, magari agli amici?
Altro esempio di mala amministrazione è quello di utilizzare le società controllate dalla regione per realizzare disegni perversi, distribuire posti ai “protetti” e, in alcuni casi, come “galline dalle uova d’oro”, spremendole fino in fondo, privatizzandole, in tutto o in parte, fino a compromettere il servizio che danno alla collettività e a mettere in pericolo posti di lavoro stabili…tutto questo, naturalmente, al fine di coprire le “voragini” di bilancio originate dallo sperpero di denaro pubblico: è questo il caso di Insiel S.p.A., la società informatica che serve la Regione FVG tutta, ed anche di altre aziende. Oppure la creazione di nuove società regionali (ma Illy non è un amico di Bersani, un liberista e un sostenitore delle privatizzazioni?) per svolgere servizi che potrebbero trovare copertura da parte di società già esistenti: vedi la recente costituzione di Mercurio S.p.A.
In ultimo, voglio ricordare un episodio di gravità estrema, verificatosi nel mese di gennaio di quest’anno, che mostra il vero atteggiamento del principino-Governatore nei confronti dei lavoratori a basso reddito:
Giovedì 17 gennaio 2008 alcuni lavoratori metalmeccanici, in sciopero per il rinnovo del CNL e per un misero aumento di poco più di cento euro lordi mensili, hanno attuato un incruento blocco stradale, impedendo l’accesso al casello autostradale A4 del Lisert, nei pressi di Monfalcone. La cosa si è conclusa in breve tempo e senza atti di violenza o di vandalismo, ma ciò è bastato per mandare su tutte le furie il suscettibile Governatore, il quale ha “invitato” le Autovie Venete S.p.A. (società regionale che gestisce le autostrade e quindi nelle mani di Illy) a denunciare i lavoratori per interruzione di pubblico servizio. Una ben dura e immeritata sanzione, per quei lavoratori poveri che hanno difficoltà anche a fare la spesa alimentare, eppure manifestano sempre civilmente, senza atti di violenza…
In seguito, la CGIL ha interrotto temporaneamente i rapporti con la giunta regionale, perché tutti i suoi componenti – ad eccezione forse dell’assessore di RC, Roberto Antonaz, che però nella vicenda ha mantenuto un “basso profilo”, restando bene attaccato al cadreghino – hanno condiviso la spietata posizione di Illy.
Se la cosa sembra essersi conclusa con un nulla di fatto – con lo stesso vertice della CGIL regionale rientrato ben presto nei ranghi – il segnale dato è sconcertante, anche perché, mentre attaccava con tale furia i metalmeccanici e, in realtà, i lavoratori tutti, il nostro concedeva un aumento di stipendio di ben 6.000 euro annui ai quadri dirigenti della burocrazia regionale, in parte nominati da lui…
Vi stupiscono tanta sicumera e tanta protervia? Non dovrebbero, se si considera che stiamo parlando di un “figlio di papà” viziato e abituato ad imporsi, nonostante le sue limitate capacità, sicuramente abituato a vincere – nelle corse truccate – ed è anche per questo che il principino dalla voce stridula, udibile quasi ogni giorno grazie alla RAI regionale, ci mette tanto a sciogliere la “riserva” sulla sua ricandidatura…
Voglio concludere riportando, di seguito, il testo dell’ultima slide del file pps che ha ispirato questo intervento, dal titolo eloquente Mandiamo a casa Illy!:
Nel 2008 abbiamo la possibilità di rimandare a casa (perché in azienda non credo che lo rivogliono) il piccolo principe, il raggio di sole, come usava chiamare la sua mamma, Riccardo, quando era piccolo. Non perdiamo questa occasione!
22 febbraio 2008