La strage degli indigenti: l'emergenza alimentare si aggrava



L'emergenza alimentare nel mondo si aggrava di giorno in giorno e sempre più frequenti sono, dall’Africa ai Carabi e fino in Asia, le spontanee rivolte popolari per il pane e per il riso.
La progressione dei prezzi di questi generi di prima necessità si appresta a raggiungere livelli intollerabili e nessun altro problema, eccettuata la scarsità d’acqua, può colpire e minare più in profondità le società e le comunità umane, mettendone a rischio la stessa sopravvivenza.
Il fatto che si tratti di una sorta di letale "inflazione da profitti" è provato dal comportamento speculativo dei potenti, che acquisiscono le sempre più preziose granaglie - sottraendole all'alimentazione umana - e le utilizzano per produrre etanolo e in generale bio-carburanti, venduti poi a caro prezzo sul mercato, oppure sfruttano la dimensione finanziaria per trarre ingenti guadagni speculativi con i future sui prodotti agricoli.
Dietro a questi fenomeni "economici" si nasconde lo spettro della fame, che colpisce soprattutto le aree del mondo più deboli e marginali, quale è ad esempio l'Africa - secondo la spietata logica del mercato internazionalizzato e nella direzione degli interessi dei Signori della mondializzazione - provocando non solamente nuovi disastri sociali, ma anche e in prospettiva futura una riduzione della popolazione umana, o quantomeno ulteriori fiumane di migranti, in fuga dalla disperazione e dal bisogno, verso le aree del settentrione del pianeta.
Tutto ciò, oltre ad essere mostruoso e contrario ad ogni etica, fa veramente parte di un piano preordinato per ridurre di numero la popolazione umana del pianeta e renderla più controllabile, all'atto dell'avvento di un vero e proprio Governo Mondiale?
E’ questo il più profondo significato del dominio dell’economia su tutto e l’esito finale dei processi di mondializzazione economica?
Fino ad ora, chi ha denunciato tali minacce all’umanità tutta è stato tacciato, nella migliore ipotesi, di "complottismo" , ma ci sono sempre maggiori elementi e prove che ci inducono a pensare al complotto - ordito dai Signori della mondializzazione manovrando il commercio mondiale e i prezzi dei prodotti alimentari ed energetici - per arrivare a completamento del disegno strategico che li porterà ad assumere definitivamente la guida del pianeta.
In tale disegno strategico un peso rilevante hanno avuto gli accordi commerciali del WTO, i quali hanno concorso all'attuale situazione di rischio alimentare generalizzato.
La finanziarizzazione dell’economia si sposa con la proposta della creazione di una moneta mondiale, paniere e crogiolo delle vecchie valute dei principali paesi, nonché con il processo di urbanizzazione delle popolazioni, che indubbiamente le rende più vulnerabili, ancor più esposte ai rischi energetici e alimentari e quindi ancor più ricattabili, più facilmente “monitorabili” dall’alto.
La distruzione dei particolarismi culturali e l’omologazione dei costumi e del pensiero si situano in questo diabolico solco, imponendo progressivamente all’uomo comportamenti uniformi a qualsiasi latitudine.
L'esportazione di fame e “liberaldemocrazia” in tutto il globo terracqueo vanno visti sostanzialmente nell’ottica del dominio di pochi privilegiati (in parte significativa discendenti dalle storiche schiatte del capitalismo) sulle masse umane e sulle risorse di Gaia, come se non soltanto la società dell’uomo, ma anche l’ecosistema potesse essere trasfigurato e ri-plasmato senza alcun limite da quelli che sono i più cinici demiurghi, portatori del peggior cartesianesimo e di una visione nichilista dell’esistenza.
Rinchiudere gli uomini in grandi aree urbane vulnerabili, con la funzione di “riserve” in cui si vivrà malissimo, controllare il cibo, l’acqua e l’energia – oltre alla moneta, naturalmente – controllarne anche pensieri e comportamenti, ma anzitutto ridurne il numero, attraverso la scarsità di cibo, può avere un solo fine ultimo: quello di favorire l’avvento definitivo del famigerato Governo Mondiale.
In questo progetto mostruoso di società i più poveri sono giudicati in molta parte inutili …
Uno dei mezzi al quale si fa ricorso, agendo sul loro numero in rapporto alla disponibilità e al prezzo dei generi alimentari di base, è la strage degli indigenti.